Un Computer per ogni studente

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Il contesto regionale e nazionale

Nel triennio 2000-2003 il “Progetto Scuole” per il Piemonte e la Valle d’Aosta (a oggi concluso) è stata un’iniziativa promossa e finanziata dalla Fondazione CRT. Il finanziamento del progetto è passato poi in carico alla Regione Piemonte dall’anno scolastico 2003-2004 Gli aspetti organizzativi operativi del Progetto Scuole erano affidati al CSI-Piemonte , cui era demandata la realizzazione del piano di attività, la gestione dei rapporti con i soggetti interessati, e la creazione di una rete scolastica a cui aveva aderito circa il 90% delle scuole piemontesi.

Da questo progetto è nato un nuovo modello collaborativo all’interno del mondo scolastico, grazie alla attività di supporto e consulenza fornita dai Centri Dschola . Si tratta di una rete di scuole tecniche superiori, distribuite sul territorio, che garantisce a tutt’oggi assistenza tecnica, supporto alla progettazione e formazione a tutte le altre scuole del territorio.

La prima fase della sperimentazione “Un computer per ogni studente” si colloca quindi in modo naturale in un contesto in cui la collaborazione fra scuole è una realtà vivace e consolidata sul territorio piemontese. L’Istituto Majorana è uno dei 18 Centri Dschola ed è la scuola che ha preparato con l’ausilio dei propri studenti tutti computer che sono stati consegnati alle scuole primarie.

Le esperienze, le professionalità, l’idea

Il gruppo di lavoro dal quale è nato il progetto “Un computer per ogni studente” è composto da docenti di scuola superiore e di scuola primaria che da anni si occupano di tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC) applicate alla didattica.

Il professor Dario Zucchini è docente di informatica e responsabileTIC presso Istituto Tecnico Industriale Ettore Majorana di Grugliasco, scuola Enis (European Network of Innovative Schools), co-redattore del portale Dschola ed è conosciuto a livello nazionale per la sua abilità nell’ideare e progettare soluzioni didattiche e laboratori tecnologici allo stato dell’arte.

Mariano Turigliatto, prima di diventare consigliere regionale, è stato docente di lettere sempre presso l’Istituto Majorana di Grugliasco. Nel 2000 in qualità di sindaco di Grugliasco ha promosso un progetto che ha consentito la realizzazione di numerosi laboratori multimediali presso le scuole del comune utilizzando il know how e la progettazione dell’Istituto Tecnico (Progetto “La città multimediale”).

L’autrice di questo articolo, Paola Limone, docente di scuola primaria e responsabile TIC presso il 1° Circolo di Rivoli (To), è autrice del portale per minori “ Siete pronti a navigare ?” e coautrice del motore di ricerca per minori “ Ricerche maestre ”.

Abbiamo la comune convinzione che sia finita l’epoca dell’ora di laboratorio informatico e che sia giunto il momento di passare ad un utilizzo delle TIC in stretto legame con tutti i campi di apprendimento, ed abbiamo voluto provare sul campo queste affermazioni. Finita l’era del laboratorio e non dell’informatica a scuola, come purtroppo lascia intendere il Ministero nelle sue faq (vedi articolo su Repubblica ).

Nell’attesa di notizie più rassicuranti nell’ottica di maggiori investimenti promessi alla scuola mi piacerebbe che il nostro progetto chiarisse quale può essere, nella didattica di tutti i giorni, il valore aggiunto offerto dall’utilizzo di un computer per ogni studente e di un collegamento ad internet in aula.

La genesi: XO e il progetto OLPC

1. L’Xo di Negroponte a sinistra, il Jumpc dell’Olidata a destra.

Nel corso dell’anno scolastico 2208 -2009 io ed i miei allievi abbiamo avuto in classe per alcune settimane due XO acquistati negli Usa e quindi con interfaccia in inglese.

I bambini avevano l’esplicito incarico di : • provare la dotazione software originariamente disponibile su XO, “giocando” con tutti i programmi; • riflettere sull’utilità dei programmi e valutarne la qualità; • annotare eventuali difetti.

Al nostro gruppo di lavoro interessava verificare quale fosse il giudizio globale sul laptop di Negroponte da parte di bambini occidentali : i miei allievi, infatti, utilizzano con una certa frequenza le tecnologie a scuola come supporto all’apprendimento e molto spesso a casa hanno a disposizione e usano computer con collegamento ad internet, consolle di giochi, macchine fotografiche digitali, lettori di musica e video digitali.

E’ possibile rintracciare in rete la documentazione relativa alla sperimentazione degli XO da parte dei bambini e degli altri componenti il gruppo di lavoro a questo indirizzo .

Da questa prima esperienza durante l’estate è nata l’idea di un progetto più in larga scala, che prevedesse l’effettivo uso,a casa e a scuola,di un computer portatileda parte di ogni bambino.

L’intenzione iniziale era di richiedere computer XO per alcune classi e jumpc per altre, ma per problemi non dipendenti dalla nostra volontà ericonducibili piuttosto alle difficoltà di prenotazione dei computer di Negroponte il progetto è partito nel mese di ottobre con i soli Jumpc .

Nel mese di marzo 2009 è uscitosu http://formare.erickson.it/ un numero della rivista che cerca di offrire al lettore un ampio ragionamento sul progetto OLPC e sulle caratteristiche del laptop XO. I contributi sono di:

Eleonora Pantò – “Le tecnologie rivoluzionarie falliscono sempre al primo tentativo “: ricostruzione critica del percorso del progetto OLPC.
Dario Zucchini – “Scheda tecnica di XO “: analisi delle caratteristiche dell’hardware, del software e dell’interfaccia del laptop per bambini.
Marco Guastavigna – “Un PC a tutti gli effetti” : indagine sugli aspetti ergonomici di XO, analogie e differenze con i computer a cui tutti siamo abituati.
Paola Limone – “Bambini “occidentali” di fronte a XO” : l’esperienza d’uso dell’XO condotta con i suoi allievi di quarta elementare, aspettative e reazioni.
Giulio Spagnoli – “350 XO in provincia di Brescia” : origini, motivazioni e struttura del progetto della Provincia di Brescia, che ha portato a una massiccia distribuzione di laptop ai bambini delle scuole primarie e avviato una sperimentazione.
Raffaella Berlucchi – ” Pratica didattica con XO ” : vantaggi e difficoltà della sperimentazione bresciana ed in particolare nella sua quinta elementare

Il senso del progetto “Un computer per ogni studente”

“L’obiettivo di usare un personal computer quotidianamente a casa e a scuola, al pari di un quaderno e non come strumento accessorio, è certamente ambizioso e non è mai stato realmente sperimentato prima. Si sposa con la certezza che vada superato il modello dell’ora di informatica, quello del libro di testo, e quello della classe con cattedra e lavagna (anche se interattiva) retaggio di una scuola solo innovativa in superficie, ma ancora in realtà ancorata a modelli e culture del passato.”
(Dario Zucchini e Mariano Turigliatto – http://share.dschola.it/olpc )

“Per la prima volta il computer non è della scuola ma del bambino, per la prima volta il computer può essere usato tutte le mattine a scuola e, quando si vuole, al pomeriggio, per la prima volta il computer affianca il quaderno e, dopo tanti anni, la classe ridiventa un laboratorio. Tra qualche anno in tutti gli zainetti potrebbe esserci un computerino, è già successo per la carta con i libri ed i quaderni, per le penne stilografiche e a sfera, per le calcolatrici. Potrebbe essere inevitabile. Questa sì che sarà la vera riforma della scuola”
(Dario Zucchini – Blog La Stampa )

“Ciò che differenzia la prospettiva di “Un pc per ogni studente” dalla gran parte dei percorsi realizzati con i computer nelle scuole ormai da circa vent’anni è la possibilità – è bene sottolinearlo con chiarezza – di rendere davvero (e finalmente!) le tecnologie digitali di comunicazione un elemento cruciale per il progresso e la facilitazione degli apprendimenti. Ogni allievo avrà il suo pc portatile e sarà guidato ed invitato (certamente dagli insegnanti, magari anche dai genitori) ad usarlo nelle attività didattiche quotidiane, anche – se non soprattutto – in quelle che avrebbe svolto comunque, nei campi di conoscenza che avrebbe esplorato in ogni caso.“
(Marco Guastavigna – “Il giusto risalto” – Insegnare 5/6 pagine 42-43)

Alle famiglie degli studenti, giustamente interessate, è stata garantita la piena congruenza del progetto con gli obiettivi e le finalità delle classi coinvolte, per le motivazioni ben espresse qui sopra dai colleghi. Il ruolo delle famiglie è, come sempre, molto importante: a loro è richiesto di seguire i figli nello svolgimento dei compiti a casa, siano essi assegnati su quaderni, libri o computer. A scuola i computer non vengono usati in modo continuativo per più di un’ora, e per non più di due ore nell’arco della giornata. Come docenti siamo particolarmente interessati a comprendere quali siano gli autentici vantaggi sul piano formativo offerti dall’uso delle tecnologie digitali: possiamo avere il mondo dell’informazione e della ricerca nelle nostre aule, possiamo sfruttare la flessibilità degli ambienti di lavoro nei processi di elaborazione, ed utilizzare più canali comunicativi grazie alla dimensione multimediale e ipertestuale del computer.

Rai 2 – “Costume & Società”

Il contesto internazionale

L’attribuzione di un computer a ogni studente ha un risvolto internazionale, ed esperienze simili sono in corso anche in altri sistemi scolastici, alcune delle quali sono qui riassunte.

Nicholas Negroponte già nella prima metà di questo decennio si è messo a lavorare al progetto OLPC, One Laptop Per Child, un computer portatile per bambino. Obiettivo: portare alle centinaia di milioni di bambini di quei paesi, l’accesso alla rete e all’informatica per “Imparare ad imparare”. Anche dai Paesi più ricchi sono cominciate ad arrivare richieste per il notebook di OLPC. Lo scorso anno è stato dunque lanciato il programma Give One get One, per cui era possibile per i privati acquistare un OLPC XO pagando un prezzo doppio, al fine di regalare un computer anche a un bambino di un Paese povero. Intel sta distribuendo 500.000 computer low-cost nelle scuole del Portogallo. I laptop che gli studenti portoghesi potranno usare saranno gli Intel Classmate 2goPC. L’operazione è il risultato di un accordo tra Intel e il ministro dei Lavori Pubblici,Trasporti e Comunicazioni portoghese. Intel sarà anche il consigliere ufficiale per le tecnologie del ministro e nei mesi scorsi ha lanciato in Portogallo un nuovo sistema di formazione online, chiamato Intel Skool, che offre agli studenti risorse educational di scienza e matematica.

Il ministro dell’Istruzione del Governo britannico Jim Knight è a capo della task-force che sta studiando l’implementazione di un programma che dovrebbe richiedere un investimento di 250 milioni di sterline, per regalare notebook low-cost ai bambini delle famiglie che non si possono permettere l’acquisto di un computer. In questo modo, i piccoli di casa potrebbero collegarsi al network scolastico per fare i compiti online (quindi migliorare la qualità del loro studio) e i genitori potrebbero essere sempre aggiornati sui progressi del bambino tramite report online. Nel frattempo, il Governo di Gordon Brown ha deciso un investimento di 9 milioni di sterline per una campagna pubblicitaria che promuova la sicurezza online.

Innovation for Learning, associazione non-profit statunitense, ha lanciato nelle scuole pubbliche di Chicago il progetto Teachermate. I computer di Teachermate costano 50 $, hanno uno schermo da 2,5 pollici, 512MB di memoria e batterie con un’autonomia di 4 ore. Tra i software inclusi nel computer ce ne saranno uno per aiutare i bambini a leggere e un altro con giochi matematici. Teachermate sarà lanciato in 500 scuole elementari di Chicago e riceverà i fundi della JP Morgan Chase e del Chicago Community Trust. Altre città americane dovrebbero attivare il programma nei prossimi mesi: New York, Detroit, New Orleans, San Antonio, Phoenix e Denver.

In Massachussets è stato avviato un progetto pilota che prevede la dotazione di un computer portatile per ciascun studente nelle scuole cittadine. La scuola di Boston ha 650 studenti di età compresa tra i 13, 14 e 15 anni ed ospita la più alta percentuale di studente provenienti da famiglie a basso reddito tra le scuole di Boston. Si è scelto di adottare la tecnologia MAC perché in grado di supportare tools innovativi quali iMovie, Garage Band ecc. Sono stati acquistati 750 portatili Mac Book, che richiedono una bassissima assistenza.

Raccomandazioni Europee, Indicazioni Nazionali e progettazione

L’unione Europea indica la Competenza Digitale come la quarta Competenza Chiave:

“La competenza digitale consiste nel saper utilizzare con dimestichezza e spirito critico le tecnologie della società dell’informazione (TSI) per il lavoro, il tempo libero e la comunicazione. Essa è supportata da abilità di base nelle TIC: l’uso del computer per reperire, valutare, conservare, produrre, presentare e scambiare informazioni nonché per comunicare e partecipare a reti collaborative tramite Internet “. Raccomandazione del Parlamento Europeo e del Consiglio relativa a competenze chiave per l’apprendimento permanente

Anche le Nuove Indicazioni Nazionali prevedono dei traguardi di competenza per le ultime classi della scuola primaria, relative alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione:

Essere in grado di usare le tecnologie e i linguaggi multimediali per sviluppare il proprio lavoro in più discipline, per presentarne i risultati e anche per potenziare le proprie capacità comunicative.
Utilizzare strumenti informatici e di comunicazione in situazioni significative di gioco e di relazione con gli altri.
Seguire istruzioni d’uso e saperle fornire ai compagni.
Usare oggetti, strumenti e materiali coerentemente con le funzioni e i principi di sicurezza dati.

Dal curricolo verticale al progetto di classe

Nel corso dell’anno scolastico 2008-2009 ho avuto l’opportunità di guidare un gruppo di docenti appartenenti al gruppo di lavoro sulle Nuove Indicazioni Nazionali delle scuole in rete di Rivoli, Alpignano e Collegno .

La rete ha firmato, prima in Piemonte, un protocollo d’intesa con l’Ufficio Scolastico Regionale. L’impegno è stato. per l’anno passato, quello di costruire curricoli verticali (dalla scula dellinfanzia al primo biennio della scuola secondaria di primo grado) per le diverse discipline. Ho lavorato con il mio gruppo alla costruzione dei curricoli di tecnologia e di didattica e tecnologie dell’informazione e della comunicazione.

La scelta di proporre alle scuole della rete due curricoli distinti per l’area tecnologica, nasce da anni di esperienza e da riflessioni in atto nel mondo della scuola, ed in seguito alla lettura delle Nuove Indicazioni Nazionali.

Trattandosi di indicazioni per la scuola dell’obbligo riteniamo che il rischio di una confusione tra tecnologie della comunicazione e mero uso del computer inteso come macchina sia forte e potenzialmente dannoso. La polifunzionalità di un computer (multitasking) non permette di effettuare su di esso operazioni di analisi al pari di una qualsiasi semplice macchina o di un elettrodomestico.

Le Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (TIC) dovrebbero essere finalizzate al miglioramento dell’apprendimento in tutte le discipline, se utilizzate all’interno di specifiche strategie didattiche, e non possono pertanto essere relegate al solo ambito scientifico-tecnologico.

Da queste riflessioni è nata la scelta di progettare due curricoli distinti, uno per la tecnologia “…Nella prima accezione, dispositivi, macchine e apparati (dai computer alle abitazioni, alle reti dell’energia) vengono esplorati e studiati nei loro aspetti costruttivi e progettuali: per questo si fa ricorso a concetti, elementi e processi che sono singolarmente desunti dalle diverse discipline scientifiche, ma che vengono di volta in volta riorganizzati e riconfigurati per assolvere in modo efficace ed efficiente a specifiche funzioni.” e uno per le Tecnologie della comunicazione, dando ampio risalto alla dimensione interdisciplinare.

Curricolo verticale di TecnologiaCurricolo verticale di Tic e didattica
Personalmente ho poi messo a disposizione tre proposte di percorsi verticali:
Proposta di percorso verticale sulla simmetriaMappa su Fiabe e favole e TICProposte di percorsi verticali di tecnologiaProposta di percorso verticale sulle frazioni

Il lavoro prosegue quest’anno: dalla prossima settimana, per 5 incontri, gli insegnanti della rete che si sono iscritti saranno guidati a sperimentare parte dei percorsi progettati lo scorso anno, personalmente e con le proprie classi. Il curricolo dev’essere messo in qualche modo alla prova, anche se quello che si potrà fare insieme sarà solo “un assaggio”. Ai singoli docenti la responsabilità di approfondire e provare in seguito altri percorsi che non si potranno sperimentare in gruppo.

Gli insegnanti che partecipano al progetto “Un computer per ogni studente” hanno, anche in base a questo lavoro e alle Indicazioni Europee e Nazionali, elaborato progettazioni di classe molto analitiche , con attenti e precisi riferimenti alle attività didattiche ed ai campi di conoscenza implicati: per ognuno di essi sono stati individuati obiettivi, aspetti metodologici, risorse digitali e motivazioni del loro impiego, risultati attesi.

2. schema proposto dal prof. Marco Guastavign

Il valore della condivisione

Il progetto “Un computer per ogni studente” ha previsto, fin dai primi passi, che il materiale prodotto dal gruppo di lavoro fosse messo a disposizione di tutti in rete: schede tecniche e didattiche, suggerimenti per la configurazione dei computer, elenchi dei programmi installati e suggerimenti di attività e percorsi attuabili, riflessioni sull’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione nella didattica, programmazioni di classe, relazioni sul lavoro in corso di svolgimento.Voglio qui sottolineare l’importanza della condivisione che in questi anni mi ha permesso di conoscere le migliori esperienze didattiche portate avanti sul territorio nazionale e i prodotti più significativi di scuole e docenti. La rete di relazioni si è arricchita nel corso degli anni ed ha portato alla nascita del portale per bambini “Siete pronti a navigare?”, del portale per docenti e del motore di ricerca “Ricerche maestre”, ora a disposizione dei bambini anche sui JumPC.

Non sarebbe stato possibile progettare in modo così dettagliato la configurazione dei computer senza uno studio attento dei migliori software utilizzabili nella didattica e delle esperienze didattiche significative e replicabili che con essi altri insegnanti hanno saputo proporre.

Le esperienze delle altre classi partecipanti

Come scritto all’inizio dell’articolo, se la mia classe ha a disposizione per tutto l’anno solastico i computer da zainetto, vi sono altre due scuole che hanno potuto partecipare al progetto per un quadrimestre: la direzione didattica D’Andrade di Pavone Canavese (classi terza A e terza B) e il 1° Circolo di Novi Ligure (classe quarta C). La scelta di limitare ad un solo quadrimestre la sperimentazione nelle altre scuole è stata fatta per offrire a più bambini e docenti la possibilità di partecipare, ma d’altro canto ha penalizzato la progettualità che ha dovuto prevedere tempi più brevi. Quanto sta avvenendo può però essere utile per alcune osservazioni: nel 1° quadrimestre il collega individuato per il progetto dal Circolo di Pavone, Mirko Pellerei, era un insegnante di educazione musicale che ha trovato nei colleghi una certa resistenza, ed ha dovuto affrontare alcun problemi tecnici legati alla connessione in rete (più problematica in certe zone, se non a volte impossibile). Non abbiamo pertanto avuto da questa sperimentazione materiale significativo da condividere. Da meno di un mese ora i jumpc sono nella classe 4° A di Novi Ligure, nella quale insegna una collega con cui da anni ho collaborazioni in rete, Antonietta Lombardi) e dove il progetto è stato accolto con entusiasmo dalle insegnanti contitolari. Essendo una classe con un alto numero di bambini stranieri sarà davvero interessante seguire gli sviluppi del loro lavoro. Come nel nostro caso tutto sarà descritto e condiviso nello spazio dedicato al nostro progetto su sharedschola .

Alcune riflessioni:

perchè progetti simili abbiano successo sul piano didattico/formativo è indispensabile un accordo e la partecipazione di tutte le componenti del team (insegnanti contitolari, prevalenti, di sostegno, di lingua straniera, prevalenti, stellari, planetari….). Tale partecipazione potrà ovviamente avere livelli di competenza e tempi diversi, ma vedrà comunque unito il corpo docente intorno al curricolo da sviluppare anche con l’apporto delle tic in classe.
non ha senso che un collega di una singola disciplina (o di poche) sia lasciato solo a gestire tutta l’attività: è il fallimento della nostra idea, l’esatto contrario di quanto ci si sta prefiggetndo come obiettivo.
non dimentichiamo che i computer hanno un costo, basso ma non così basso, e che risulta uno spreco avere strumenti simili in classi che alla fine li utilizzano per poche ora alla settimana per i motivi sopra elencati o per mancanza di progettualità.

Il nostro strumento, il nostro lavoro

A differenza di qualsiasi computer usato normalmente, i computer del bambino devono richiedere

pochissima manutenzione(sono sempre con lui), non devono prendere virus e devono proteggere la navigazione sia a casa che a scuola.

Con un’adeguata progettazione e con una collaborazione tra scuole tecniche superiori e scuole primarie ci siamo riusciti con ottimi risultati.

Gli studenti dell’ITIS Majorana di Grugliasco –dove il professor Zucchini insegna informatica– hanno preparato i JumPC,testandoli e attrezzandoli con una ricca gamma di software pronti all’uso fin dai primi giorni di scuola e con il collegamento wireless a Internet. Il loro aiuto è stato fondamentale e ha sollevato gli insegnanti della scuola primaria da problemi eccessivi legati al collaudo e alle installazioni.

Gli studenti si occupano anche della manutenzione quando, nel corso dell’anno scolastico, alcuni computer hanno problemi che possono essere risolti senza l’intervento della ditta produttrice.

I computer utilizzati nel nostro progetto sono i JumPC, pensati e commercializzati per l’uso da parte dei bambini in famiglia. Piccoli e dal costo limitato, utilizzano un’interfaccia software utile a semplificare la gestione delle operazioni con icone grandi e accattivanti, e a tutelare i minori. Magic Desktop , questo è il nome dell’interfaccia, è avviato in automatico all’accensione del computer e permette al bambino di utilizzare soltanto i moduli previsti al suo interno (videoscrittura, giochi, disegni) e i programmi autorizzati dai genitori, previo inserimento di password.

Allo stesso modo è possibile controllare l’uso di Internet, mediante la preselezione di siti considerati navigabili. Quest’ultimo accorgimento è a mio parere uno dei più validi del “parental control” e viene chiamato “white list”: noi abbiamo autorizzato 900 siti sicuri e adatti ai bambini della scuola primaria, 80 “preferiti” facilmente raggiungibili. La “parte da leone” la fa il portale Siete pronti a navigare.

Al motore di ricerca in dotazione è stato sostituito il motore “Ricerche Maestre” segnalato in precedenza.

Motore di ricerca “Ricerchemaestre”

In questi ultimi anni si stanno moltiplicando iniziative per rendere consapevoli famiglie e insegnanti dei pericoli della rete. Troppo spesso purtroppo i toni sono allarmistici e non tengono in dovuto conto soluzioni semplici già esistenti, quali l’affiancamento dei minori e l’uso di filtri di sicurezza. La soluzione da noi adottata permette una navigazione protetta ma efficace, i bambini hanno la possibilità di seguire un percorso didattico che li porterà ad essere navigatori responsabili e consapevoli dei diritti e dei doveri di chi scrive e comunica in rete, e che permetterà loro di imparare a fare ricerca utilizzando tutti gli strumenti messi a loro disposizione (libri, programmi televisivi, racconti orali, esperienze sul campo, web).

Segnalo agli interessati la mappa concettuale sulla navigazione sicura e consapevole elaborata da me alcuni anni fa e costantemente aggiornata.

Gli insegnanti del gruppo di lavoro hanno poi selezionato numerosi programmi ritenuti utili nella didattica e il cui uso non pretende il pagamento di diritti d’autore (si tratta di software libero): ambienti per l’elaborazione delle immagini, per la realizzazione di mappe mentali e concettuali, per lo studio della geometria e della geografia, per la scrittura e per il disegno.

Gli studenti dell’ITIS Majorana di Grugliasco – dove il professor Zucchini insegna informatica – hanno preparato i JumPC, testandoli e attrezzandoli con una ricca gamma di software pronti all’uso fin dai primi giorni di scuola e con il collegamento wireless a Internet. Il loro aiuto è stato fondamentale ed ha sollevato gli insegnanti della scuola primaria da problemi eccessivi legati al collaudo e alle installazioni. Gli studenti si occupano anche della manutenzione quando, nel corso dell’anno scolastico, alcuni computer hanno problemi che possono essere risolti senza l’intervento della ditta produttrice.

Ulteriori protezioni

Nella nostra whitelist non abbiamo, per ovvi motivi, inserito Google e Youtube. Tuttavia questi due servizi hanno in quest’ultimo anno offerto un filtro parental control che, se attivato, potrebbe consentire l’inserimento e l’utilizzo sicuro anche da parte di minori. Trovate una descrizione dei passaggi necessari e due video esplicativi sul mio blog.

Le chat per i bambini: perchè, come, quando.

L’idea era nata qualche mese fa: far chattare le classi che hanno il jumpc in uno spazio protetto, per creare rapporti di amicizia e favorire scambi di idee e informazioni. L’unica chat in Italia che a mio parere è davvero a misura di bambino è quella presente nel portale La Girandola , ed è quella che suggerisco a genitori e colleghi e che ho segnalato nel nostro portale Siete pronti a navigare alla voce ” voglio chattare in modo sicuro con altri bambini”. Ho chiesto e ottenuto da uno dei responsabili della chat di poter iscrivere tutti i bambini utilizzando i soli dati e indirizzi di posta elettronica degli insegnanti. Ogni bambino ha scelto un proprio nickname e nel giro di pochissimo tempo sono arrivate tutte le password.

Con i miei alunni si è già discusso di netiquette, di autorevolezza delle fonti, di privacy , di sicurezza dei dati sensibili. Si discute, si gioca e si scherza su questi temi, e si impara.

Nonostante ciò abbiamo avuto un’interessantissima esperienza: ho lasciato che i bambini (non tutti insieme ma utilizzando un computer a coppie) entrassero in chat per la prima volta durante l’intervallo per una decina di minuti per capire come funzionava.

Alle sera ho ricevuto l’emai di uno dei responsabili della chat con un’interessante relazione (molto dettagliata) su che cosa avevano sbagliato alcuni dei miei alunni: solo in un caso si trattava di una parola scorretta rivolta ad un altro bambino, negli altri avevano chiamato un compagno con nome e cognome o scrivendo l’iniziale del cognome (nella chat si usa solo il nickname o il proprio nome di battesimo, niente cognomi per sicurezza). Inoltre nella email il responsabile (che conosco solo con la sigla XLS e che qui ringrazio per l’importante lavoro) mi segnalava che due bambini si erano collegati anche alla sera da casa, comportandosi bene.

Ho letto la mail ai bambini, che hanno così avuto la prova del fatto che la chat a loro riservata è monitorata da adulti che controllano che il linguaggio sia adeguato, che si rispettino le regole, che non vengano fatte domande troppo insistenti su dati personali. Ho invitato bambini e genitori a leggere con attenzione le regole della chat de La Girandola, ed insieme abbiamo visto un filmato realizzato dal centro di polizia delle comunicazioni contro la pedopornografia on line.

La settimana precedente i bambini avevano avuto un interessante incontro con due poliziotte a scuola nell’ambito del progetto “Un poliziotto per amico” , e anche in quell’occasione avevano avuto modo di affrontare il tema dei rischi della rete.

La rete è un posto fantastico per giocare, imparare, conoscere gente, un’immensa piazza in cui incontrarsi. E’ importante conoscere anche i possibili rischi per affrontarli in modo sereno, anche giocando . I filtri di sicurezza sono importanti, più importante è accompagnare bambini e ragazzini in un percorso che li porti a diventare navigatori ed utenti rispettosi e consapevoli.

Anche questo è insegnare cittadinanza attiva.

filmato realizzato dal centro di polizia delle comunicazioni contro la pedopornografia on line

In attesa che anche i bambini della classe di Novi Ligure si connettano ad internet, ecco alcune idee per non trovarsi in 40 ad intasare la chat…

organizzare coppie di bambini con domande e risposte di presentazione, in italiano e in inglese
organizzare coppie di bambini con domande e risposte su un argomento disciplinare a scelta
organizzare squadre di 4 bambini (due per classe) che rispondano a domande dei docenti
giochi con frasi da finire, finai di storie da inventare, proverbi da completare…
…Altre idee?

Interfacce diverse e flessibilità tecnologiche

Lavorando sugli XO e sui Jumpc dotati di MagicDesktop i bambini hanno dimostrato una grande flessibilità, riuscendo ad interpretare icone diverse e a passare da un’interfaccia all’altra senza particolari difficoltà. In entrambi i casi i progettatori hanno cercato di superare la logica del computer da ufficio per offrire un approccio più adatto all’infanzia: grandi icone colorate, bauli e quaderni sfogliabili che sostituiscono le cartelle…

Il Magicdesktop offre in ogni caso la possibilità di accedere all’interfaccia Windows nel momento in cui si utilizzano programmi installati e autorizzati che richiedono il salvataggio o il caricamento di documenti (utilizzando per la scrittura wordpad i bambini salvano con nome i loro documenti, dopo aver creato cartelle e sottocartelle, e hanno inoltre la possibilità di salvare il loro materiale in una cartella condivisa sul notebook del docente.

Come giustamente fa notare Massimo Belloni in un commento all’articolo , esistono anche piattaforme opensource per l’infanzia, quali ad esempio Ubuntu Educational Edition . Sarebbe interessante poter far esplorare ai bambini questi diversi ambienti di apprendimento in contemporaneità, per abituarli alla flessibilità.

Interfaccia Sugar dell’XO

Interfaccia del MagicDesktop su Jumpc

Attività

Sul blog de La Stampa da ottobre racconto quanto stiamo facendo in classe utilizzando i nostri jumpc: una sorta di diario di bordo che permette anche alle famiglie e a chi è interessato al progetto di seguirci. Questo knol mi permette però di raccontare in modo più fluido l’esperienza in atto. Ciò che più mi interessa è però avere la possibiltà di ricevere commenti e suggerimenti. Ho impostanto il knol su “collaborazione con moderatore”: ciò significa che potrete offrire il vostro contributo anche se come amministratrice dello spazio potrò decidere se pubblicarlo o meno. Elencherò in questo spazio alcune delle attività svolte, rimandando alla lettura dei diversi post del blog e alle pagine in cui il materiale prodotto è stato caricato in rete per un approfondimento.

Storie multimediali
un esempio

Diario personale
Disegni
Ritocco fotografico
I ritratti e i filtriStorie giocoun esempioMappe mentali e concettuali
Montaggi video
con disegni, testi, musica, voce registratacon fotografie, testi, musicavideo guide sulla città di Rivolidiari di fine anno scolasticoRicerche
Ricerca di parole e loro significato
Giochi legati a diversi campi d’interesse

Tutta la sezione dei lavori di italiano è visionabile qui E’ la parte programmata e seguita dalla mia collega contitolare, Marina Sardone. (le cartelle vengono aggiornate on line con scadenza mensile)

Giochi linguistici (limerik, anagrammi…)
“Giochiamo a fare i giornalisti”
organigramma di una redazione giornalistica
come nasce un giornale
scriviamo noi articoli
le cinque W

Poesie
Riassunti
Con la mia collega contitolare Marina Sardone, che insegna italiano, inglese, storia geografia e studi sociali, abbiamo e stiamo ragionando su quali attività in ambito linguistico rivelino maggiormente il valore aggiunto dell’uso delle tecnologie. Non vogliamo trasformare i nostri allievi in provetti dattilografi, l’apprendimento della tecnica calligrafica è importante, e le difficoltà di scrittura rapida su tastiera possono distrarre i bambini dal vero senso del lavoro che si sta facendo (quindi niente dettati e temi).

Un’osservazione importante è stata fatta in questi giorni, dopo aver letto che i bambini stranieri della classe di Novi Ligure trovano di grande aiuto il correttore del programma di scrittura (sui loro computer è stato installato il pacchetto di OpenOffice) che sottolinea in rosso gli errori fatti e facilita la riflessione sulla lingua e l’autocorrezione. Nel nostro caso, avendo avuto i computer dal mese di ottobre, si era pensato che fosse più che sufficiente per i nostri allievi l’utilizzo del semplice editor di testo (wordpad, per intenderci, dato che i computer hanno come sistema operativo Windows Xp), che però non offre questa opportunità.

Alla luce delle due esperienze diverse, se come speriamo il progetto avrà la possibilità di essere esteso ad altre scuole nei prossimi anni, sui computer sarà importante avere OpenOffice (ricordo che si sta parlando di software open source e gratuito).

Come docenti di una classe pilota del progetto (unica classe ad avere i computer per tutto l’anno scolastico) è nostro compito ed interesse vagliare la gamma più ampia possibile delle attività che riteniamo abbia senso svolgere con l’ausilio dei jumpc, per fornire spunti di riflessione ai docenti interessati e per valutarne l’effettivo valore aggiunto apportato al nostro fare scuola. Ovviamente concentriamo maggiormente l’attenzione sulle aree d’interesse dichiarate nella programmazione, che saranno quelle su cui effettuare una valutazione a fine anno.

Appunti di dattilografia

Vi sono alcune semplici regole che è utile conoscere per scrivere correttamente al computer. Se ne trova un sunto semplice e alla portata dei bambini a questo indirizzo . Volendo qui se ne può scaricare e stampare una versione riadattata da Laura Pozzar, una docente di scuola primaria.

Lavorare con le mappe

I nostri alunni utilizzano fin dalla prima elementare mappe mentali e concettuali ( qui il lavoro svolto cinque anni fa ).

Dalla seconda la classe ha avuto l’occasione di partecipare ad un gemellaggio con il Circolo Didattico via Marconi di Bernalda (Matera), la St. Joseph School di Paola (Malta), ed una scuola primaria di Madrid.

Io ed i colleghi di team abbiamo la possibilità di comunicare costruendo a più mani una mappa del progetto ed utilizzando un forum. Le mappe concettuali sono formate da proposizioni elementari (soggetto – predicato – complemento) la cui struttura non varia al cambiare della lingua, e questo ne facilita la traduzione: prodotte da una singola classe sono tradotte in italiano, in inglese ed in spagnolo, e possono essere arricchite e modificate grazie al lavoro ed alle esperienze di tutti i partecipanti. Qui il materiale prodotto.

In seguito l’attività è proseguita con un gemellaggio su mappe scientifiche tra la nostra classe e la scuola di Matera (dove precedentemente insegnava la docente Antinietta Lombardi, ora trasferitasi a Novi Ligure e insegnante della classe che ha in dotazione i jumpc per il secondo quadrimestre.

Sono convinta che un approccio didattico basato sulla cooperazione e l’utilizzo di rappresentazioni grafiche della conoscenza possa migliorare la qualità dell’apprendimento di tutti gli alunni (dotati, con medie capacità, con difficoltà), sviluppando una maggiore motivazione e capacità di pensiero critico, e livelli superiori di elaborazione. E’ necessario però che le lezioni frontali (“io spiego, voi imparate”) lascino spazio alla didattica che parta dalla consapevolezza delle preconoscenze dei bambini e veda gli studenti come protagonisti attivi della costruzione sociale delle conoscenze. Attraverso le conversazioni “cliniche” veniamo a conoscere le prime e attraverso il cooperative learning (apprendimento cooperativo) si esercita la seconda.

La conversazione clinica ( l’aggettivo non rimanda a qualche significato patologico o terapeutico, ma solo alla specificità del pensiero di ogni soggetto) permette agli studenti di far emergere e condividere preconoscenze e concezioni spontanee. Secondo E. Damiano ( “Guida alla Didattica per Concetti nella nuova scuola elementare”, Juvenilia 1995) le domande non devono imbeccare né insegnare nulla, ma esclusivamente far emergere preconoscenze nei settori che ci interessano, e conferme o smentite delle nostre ipotesi. Possiamo formulare domande-stimolo di carattere generale (es. “Avete mai sentito parlare di …?”, “Che cos’è per voi…?”), e domande per sollecitare risposte più chiare e meditate (es. “Quando…?”, “Dove…?”, “Da chi…?”).

In questa fase sarà facile imbattersi in pregiudizi e false conoscenze, che verranno in seguito analizzati dal team di insegnanti e rimesse successivamente in discussione con percorsi didattici ad hoc, strutturati per far sì che ciascuno si renda conto da solo della necessità di modificare le proprie concezioni.

Gli insegnanti, dopo aver svolto un ruolo di mediazione alla discussione, con domande stimolo e di specificazione, avranno gli elementi per rappresentare in una “matrice cognitiva” una mappa su cui si innesterà tutto il percorso didattico mirante all’obiettivo comune preventivato tra docenti. È vero che la matrice cognitiva deve contenere esclusivamente le idee dei bambini, ma esse saranno filtrate in base a criteri di attinenza e conformità rispetto all’obiettivo didattico.

Per organizzare graficamente le associazioni che i bambini fanno a partire dall’idea centrale, e per far capire che non si sta parlando a ruota libera, si può produrre una mappa mentale alla lavagna. Questa faciliterà la condivisione e la documentazione, aiuterà a differenziare-precisare concetti simili e ad evitare ripetizioni.

Grazie all’apprendimento cooperativo gruppi di studenti lavorano insieme per raggiungere obiettivi comuni e per migliorare reciprocamente e da protagonisti il loro apprendimento. All’interno del gruppo-classe si creano migliori rapporti di amicizia e sostegno reciproco, in cui la diversità viene rispettata e apprezzata, si sviluppano l’autostima ed una maggiore capacità di gestione delle difficoltà.

La nostra mente decodifica e memorizza le informazioni in modi diversi, e quello sequenziale è solo uno dei tanti: l’utilizzo di mappe (mentali, strutturali, concettuali) nella didattica favorisce l’elaborazione globale e sintetica.

Quest’anno i bambini utilzzano i programmi per mappe mentali e concettuali sui loro jumpc, hanno imparato a salvarle in locale e su un server, per poterle condividere in rete.

Un’annotazione: l’alunno straniero, arrivato quest’anno dalla Thailandia e con notevoli problemi di inserimento, riesce ad avere risultati soddisfacenti svolgendo le sue verifiche di scienze sotto forma di mappa.

Autovalutazione al termine del 1° quadrimestre

Gli allievi della classe quinta A della scuola Don Milani di Rivoli hanno risposto ad alcune domande che avevano come obiettivo una loro valutazione del percorso sinora svolto e un’autovalutazione del proprio impegno. Ai bambini è stata distribuita sui computer una scheda con alcune domande a risposta libera. I grafici qui sotto ne riportano i risultati.

 

 

 

 

 

 

 

Alcuni interrogativi, alcune risposte (al terminie del 1° quadrimestre)

Ad inizio anno ci siamo posti alcuni interrogativi: dovremo frenare i nostri studenti che chiederanno di utilizzare il computer in ogni occasione? L’entusiasmo iniziale lascerà presto il posto all’indifferenza, come avviene per tanti giochi? Come si comporteranno i bambini che perderanno tutto il lavoro per qualche problema tecnico o perché semplicemente avranno dimenticato di salvarlo?

Al termine del 1° quadrimestre posso dare alcune risposte: i bambini hanno mantenuto un equilibrio inaspettato, continuano ad “amare” il loro computer e a divertirsi con esso, e a casa lo utilizzano per fare i compiti, per giocare e chattare, ma con moderazione.

In molti casi si sono verificati episodi di perdita di dati, raramente attribuibili ai bambini ma piuttosto a incidenti tecnici, e la reazione è stata oserei dire “encomiabile“: un attimo di panico, e poi la consapevolezza che dagli errori si impara e che il loro ruolo di “segnalatori di problemi” sarà fondamentale per migliorare la configurazione dello strumento. L’istinto conosciuto da noi tutti (aprire la finestra e lanciare il nostro computer in volo…) viene manifestato con ironia ma vinto velocemente.

Le competenze necessarie

Quali presupposti e livelli di competenze possono rendere un docente in grado di gestire in modo autonomo e consapevole le TIC nella didattica? Lo ha spiegato in modo molto chiaro il collega Marco Guastavigna in

autonomia internettuale – di Marco Guastavigna.

Qualcuno potrà spaventarsi di fronte a tanta complessità, indubbiamente a qualcosa in elenco si potrebbe tranquillamente rinunciare, ma il senso di quanto scritto è importante: non possiamo chiedere ai nostri alunni di raggiungere skills, di acquisire abilità e competenze se noi per primi non ci poniamo in un’ottica di

Long-life learning tecnologico: non si finisce mai di imparare, di aggiornarsi, di sperimentare.

Troppo spesso i docenti, per le motivazioni più disparate che ora non elencherò, si avvicinano alle TIC e frequentano corsi in presenza con la speranza di imparare a fare poche e semplici cose, memorizzandole per bene grazie ad appunti e/o manuali e ad esercitazioni collettive. Per dichiarata mancanza di tempo o, peggio, mancanza di computer, molti di loro finito il corso non sperimentano a casa, non leggono e non si aggiornano, non comunicano. E dimenticano, come ovvio. Facile poi andare in breve tempo in tilt alla prima difficoltà: un programma diverso da quello usato durante il corso o installato sul computer di casa, una diversa interfaccia, l’acquisto di nuove periferiche…

Il kit per docenti progettato dal nostro gruppo è per certi versi rassicurante: tutti i computer hano la stessa configurazione, i programmi installati sono tanti e possono davvero soddisfare molte esigenze didattiche, il filtro per la navigazione incoraggia anche i più timorosi. Il nostro obiettivo è contribuire a spostare l’attenzione dei docenti dalla mera assistenza tecnica e da una visone addestrativa (vedi “patente del computer”) verso la progettazione e la relizzazione di percorsi didattici

funzionali alle varie situazioni di apprendimento.
Compito del gruppo è anche garantire l’assistenza e il tutoraggio di colleghi in tutte le fasi del progetto..

In ogni caso è bene aver presente che si lavora in classe con 20 e più computer, e che i bambini hanno risorse infinite e spesso inaspettate per combinare piccoli e grandi “pasticci”: la cartella cancellata, i files spostati, alcune impostazioni saltate… In questi casi occorrono doti non considerate dal collega (anche perchè dovrebbero comunque far parte del bagaglio di ciascun docente, a prescindere dalle TIC…) quali la pazienza, la capacità di incoraggiare e di non drammatizzare il danno, la voglia di imparare insieme, di scoprire “il mistero del file scomparso”, di trovare la soluzione ad un blocco del sistema, la disponibilità a chiedere aiuto in rete a colleghi più esperti…

 

Se in classe c’è un bambino portatore di handicap

I computer per bambini sono belli, robusti, maneggevoli, con tastiere a misura di bambino e schermi mediamente ridotti. Come fare se in classe abbiamo qualche alunno portatore di handicap? In particolare sto pensando ad alunni ipo/non vedenti, ma la domanda è valida ovviamente per qualsiasi altro handicap fisico.

Esistono e quali sono le soluzioni, possibilmente a basso costo, che possono essere adottate dalla scuola e dalla famiglia per permettere a questi bambini di utilizzare, con qualche modifica, il loro piccolo computer a casa e a scuola? Cosa chiedere alle ditte produttrici e ai programmatori?

Chiedo per questa sessione dell’articolo la collaborazione di chiunque abbia esperienze a riguardo. Io stessa cercherò di ipotizzare qualche strategia.

 

Ipovedenti

Sui jumpc iil sistema operativo è windows xp, pertanto una prima soluzione se abbiamo alunni ipovedenti in classe può essere quella di modificare le impostazioni del desktop, come suggerito da Franco Frascolla .

Potrà essere utile utilizzare alcune delle funzionalità presenti nello strumento “Accesso facilitato” di Windows, per verificare se c’è qualche soluzione che può essere d’aiuto.

In particolare provare:

la funzione “Segnali acustici” alla pressione del Bloc Maiusc, Num e Scorr.
lo strumento “Controllo puntatore”, per spostare il puntatore del mouse dal TN;
lo strumento “Magnifier” (semplice software ingrandente).
Ho comunque paura che lo schermo di questi computer al momento sia inadeguato anche con queste modifiche ( a breve avrò però tra le mani la nuova versione del jumpc, con schermo più grande).

Probabilmente una soluzione migliore potrebbe essere collegare il computerino ad un monitor più grande da tenere in classe. Il collega e amico Dario Zucchini mi segnala questo monitor che si collega via usb (il jumpc non ha prese per monitor esterni ma due prese usb.

 

Non vedenti

Le principali categorie di ausili informatici per non vedenti che potrebbero essere utilizzati sui mini computer sono:

Screen reader : sono dei programmi che interpretano i contenuti testuali mostrati dalle applicazioni o dal sistema operativo. Una volta interpretati dallo screen reader, i testi vengono presentati al non vedente da una barra Braille o da un dispositivo di sintesi vocale. Pertanto sono condizione indispensabile per l’accesso al computer da parte di una persona non vedente. Gli screen reader più conosciuti sono Jaws (il più diffuso), Hal, Outspoken, Window Eye. Dal sito dell’AID è scaricabile ByteWayBarre Braille: si tratta di un dispositivo hardware che traduce i caratteri in Braille. La barra Braille si collega al PC tramite la porta seriale, la porta parallela o la porta USB. Si appoggia sotto la tastiera e mostra un certo numero di rettangolini, ognuno dei quali contiene un carattere, formato da punti. È una sorta di display, ma in rilievo. Il numero di rettangolini può variare da20 a80. Si possono dare comandi di lettura o di spostamento sullo schermo tramite appositi tasti. Le barre Braille sono gestite dagli screen reader e quindi funzionano in modo diverso a seconda del programma installato.

Sistemi di sintesi vocale: dispositivi hardware: collegabili al PC tramite porta seriale o parallela, o schede; oppure software. In entrambi i casi i sistemi di sintesi vocale leggono i testi inviati dallo screen reader grazie a una voce sintetica. Per renderne più agevole la comprensione, è possibile modificare tutti i parametri: tonalità, velocità, modo di lettura, tono, etc. Spesso sono in grado di parlare più di una lingua.

Notebook e ebook

I nostri jumpc nel modello attuale hanno uno schermo troppo piccolo per essere utilizzati come e book, ma nuovi modelli di mini notebook loow cost stanno invadendo il mercato, e mi auguro che la concorrenza in questo caso stimoli le case produttrici a migliorarne le prestazioni e l’usabilità.

Ho notato un grande interesse delle case editrici al nostro progetto, a causa dell’emanazione della circolare n. 16 del il Miur (10 febbraio 2009) sull’adozione dei libri di testo, che invita in modo esplicito all’adozione del “digitale”, anche in conseguenza di quanto è previsto dalla Legge 133 . Non mi dilungherò su questo tema, ma consiglio caldamente la lettura di due articoli che affrontano il problema da angolazioni diverse, e che mi vedono perfettamente d’accordo.

Il primo è il knol “E-book di testo: adozione di libri digitali a scuola” di Marina Boscaino e Marco Guastavigna, che ci propone interessanti riflessioni.

Il secondo articolo è “Tu chiamale se vuoi… opinioni” (sugli strumenti didattici e formativi a favore degli alunni disabili) ed è stato scritto da Livio Mondini, che entra nel merito del discorso delle regole tecniche disciplinanti l’accessibilità agli strumenti informatici a favore degli alunni disabili (DPCM 30 aprile 2008 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 12 giugno 2008).

Sul tema degli e book scolastici segnalo qui alcuni link interessanti:

riflessioni di Gianni Marconato .
temi trattati e i nomi di chi è intervenuto al bookcamp di Forsovocontenuti Digitali E Didattica di Gianni Marconato http://noa.bibienne.net/2009/04/16/docebo-tech-15-aprile-2009/ (di Noa Carpignano) SchoolbookCamp a Fosdinovo. Videointerviste di Giorgio Jannis
Sicuramente in un momento in cui alla scuola vengono fatte promesse (investimenti, meritocrazia) ma contemporaneamente vengono assestati colpi mortali, tutto questo gran parlare di materiale digitale appare una forzatura fuorviante… Ma tant’è, la macchina infernale non pare avere nessuna intenzione di arrestarsi, pertanto o cavalchiamo il toro impazzito cercando di domarne parte della sua natura, o lasciamo che faccia strage.

Accusati come sempre di immobilismo e pigrizia intellettuale (in un grande calderone in cui finiamo tutti senza distinzione alcuna) come possiamo diventare attori e cercare di sfruttare davvero a favore della didattica un’opportunità che al momento appare solo come una forzatura esterna, caduta dall’alto e lontana dalle vere esigenze della scuola? Ho avuto modo di incontrare, nell’ambito del progetto “Un computer per ogni studente” diversi responsabili di case editrici. Ho trovato persone molto disponibili ad ascoltare quali fossero le nostre necessità, in certi casi stupiti che vi fossero già tante risorse in rete disponibili a titolo gratuito per le scuole. Personalmente ritengo che si debba lavorare proprio in questo senso: segnalando che cosa manca, come vorremmo che fosse strutturato ed organizzato il materiale, e seguendo i lavori di costruzione dei “prodotti”. Se non nasceranno nelle scuole e tra i docenti in rete dei gruppi di riflessione e lavoro che scientemente collaboreranno con gli editori nessuna delle due parti riuscirà ad ottenere ciò che si vuole.

Io faccio fatica ad essere solo una vigile osservatrice come qualcuno auspica, vorrei essere fin da subito più protagonista, ma non so davvero quale sia la posizione più saggia al momento.

I diari di fine anno

Come compito di fine anno i bambini hanno costruito una sorta di documento-ricordo: hanno scelto quale programma usare tra quelli adatti, hanno fotografato persone e angoli della scuola, registrato i saluti e i commenti dei compagni e delle maestre, raccolto dediche scritte e disegnate, scritto commenti.

Ricordate le vecchie agende piene di ricordi? Probabilmente questi loro documenti, a causa dei supporti sui quali sono preparati, avranno vita più breve ( i miei allievi hanno letto il mio “diario segreto” della 2a elementare…) ma raccoglieremo comunque su cd tutti i loro “diari”, insieme ai lavori già messi in rete e a tante fotografie scattate durante l’anno scolastico in tanti momenti interessanti e divertenti…

Tutto è stato fatto senza aiuto da parte degli insegnanti. I bambini hanno utilizzato, chi più e chi meno, le abilità acquisite nell’uso delle fotografie, dei testi, delle musiche, delle registrazioni vocali, del montaggio video.

Tutti sono stati molto bravi, qualcuno ha davvero saputo trasmettere emozioni: a questo indirizzo tutti i lavori .

Qui segnalo quelli che, a mio parere (e anche secondo i compagni) sono i curati nei particolari, i più originali, quelli che raccontano meglio la nostra classe:

Luca BFrancescaChiaraAlicePaolaDarioGiacomo BLorenzoDesiree

Come è andata? (fine 2° quadrimestre)

 

E’ stato un anno scolastico davvero intenso: tanti progetti e iniziative (cittadinanza attiva, educazione stradale, olimpiadi di problemsolving, gemellaggi e progetti europei). E poi il progetto “Un computer per ogni studente”. I bambini hanno risposto con entusiasmo ed interesse a tutte le inziative proposte, si sono impegnati, hanno acquisito abilità e raggiunto competenze, e nelle autovalutazioni hanno dichiarato di aver trovato nell’uso delle tecnologie nella didattica di tutti i giorni un valido aiuto. Noi docenti abbiamo apprezzato la possibilità di utilizzare internet in classe, la flessibilità offerta dalle risorse digitali, la validità e la capacità di coinvolgimento di molti giochi e programmi didattici utilizzabili nelle varie discipline.

Abbiamo avuto naturalmente anche dei problemi, di perdita di documenti e di blocco dei computer in momenti inopportuni, o di password di protezione da sostituire. D’altra parte l’esperienza è stata utile per ribadire (nel caso ce ne fosse ancora bisogno) l’importanza di una protezione per i minori che, per quanto consapevoli e responsabilizzati, sono pur sempre bambini/ragazzini con tutte le curiosità perfettamente naturali alla loro età, curiosità che possono soddisfare in pochi minuti (non parliamo qui della qualità delle risposte ma della quantità) grazie alla rete. Ci sono state molte occasioni per discutere, e per raggiungere insieme accordi accettabili sull’uso del computer a casa e a scuola. Stiamo imparando insieme ai nostri studenti, piccoli e grandi, ed insieme a loro miglioriamo il modello di progetto per i prossimi anni: programmi da eliminare o da aggiungere, suggerimenti per chi progetta le protezioni, nuove idee per attività didattiche.

Nel frattempo il nostro sito ha raccolto le richieste di partecipazione all’iniziativa per il prossimo anno: 91 scuole piemontesi, ogni scuola con più classi interessate. Ricordo che il modulo di registrazioneè stato attivato SOLO per le scuole primarie del Piemonte, ma che abbiamo ricevuto segnalazioni di grande interesse e gradimento da scuole di tutta Italia.

Il messaggioè chiaro, il progetto piace, in molti lo hanno potuto seguire passo a passo su queste pagine e negli altri spazi su cui abbiamo fatto fin dall’inizio relazioni puntuali su quanto progettato e realizzato.

La nostra valutazione finale

Qualcuno al salone del libro di Torino mi ha chiesto “com’è una vostra giornata scolastica tipo”? Ho risposto che era una giornata scolastica “normale”, con attività su libri, quaderni, album da disegno, computer; in classe, palestra e in cortile… Una giornata ricca di stimoli di tanti tipi, perchè le intelligenze e le emozioni sono molteplici e vanno tutte rispettate e coltivate. Una giornata scolastica in cui si evitano il più possibile le lezioni frontali a vantaggio di attività di gruppo, collaborative e laboratoriali. Nonè unacosa normale nella scuola italiana? Questoè un altro problema…

Cosaè cambiato allora nel nostro modo di fare scuola avendo a disposizione un computer per ogni allievo? Ho notato che non mi capita quasi più di rispondere “Non lo so, mi devo informare” ad una domanda: accendiamo i computer, e andiamo a cercare una risposta che ci soddisfi. La cerchiamo su vari siti, per scoprire eventuali incongruenze e ragionarci su. Questo succede anche, in modo più ricco ed articolato, tutte le volte che si fa ricerca. Non si usa solo il motore di ricerca ed il portale per bambini, libri e sussidiari hanno ancora il loro valore, ma capita spesso di accorgersi che questi ultimi non sono così aggiornati (un esempio fresco fresco lo abbiamo avuto facendo ricerche di astronomia: Plutone era ancora annoverato tra i pianeti, del telescopio Hubble non erano scritte le ultime disavventure). Vi rendete conto dell’interesse suscitato in ragazzini che possono assistere sul loro computer, grazie a video e fotografie, al lancio della missione per la manutenzione di Hubble avvenuto l’11 maggio 2009 (il mese scorso)?

I linguaggi non verbali sono utilizzati dai ragazzini nelle attività motorie, teatrali , grafiche e musicali (in lezioni tradizionali e a volte con insegnanti specialisti): grazie al computer i bambini hanno anche imparato ad utilizzare le fotografie, i files musicali (registrazioni vocali e musica), i disegni e le parole per esprimere sentimenti e per raccontare. Le mappe mentali e concettuali che abbiamo fatto per anni sui quaderni e alla lavagna ora sono costruite dai bambini sui loro computer, sono salvate in rete e quindi riutilizzabili da qualsiasi luogo ed in qualsiasi momento (spero che possano tornare utili il prossimo anno, quando saranno in prima media!)

I ragazzini che hanno avuto l’opportunità di parteciparea questo progetto hanno acquisito un modo diverso di pensare al computer: non solo gioco, ma lavoro, apprendimento, condivisione, collaborazione. Molte delle loro famiglie hanno conosciuto un modo diverso di lavorare fianco a fianco con i propri figli, imparando in molte occasioni da loro.

Le progettazioni hanno previsto momenti di valutazione e di autovalutazione.

Nella valutazione del progetto i docenti sono stati invitati a tener conto:

dell’aspetto formativo, per mettere in evidenza le problematiche che emergono nel corso di attuazione del progetto (in un diario di bordo)
dell’aspetto quantitativo per effettuare un’analisi oggettiva e quantificabile del progetto e individuare quali tra i miglioramenti attesi nei diversi campi di conoscenza/discipline sono stati ottenuti.
dell’aspetto qualitativo che ha come obiettivo l’analisi delle dinamiche formative (quali motivazioni sono emerse, quali capacità si sono sviluppate, quali rapporti interpersonali si sono creati, quali ruoli ha svolto il docente)
Il secondo punto, relativo all’ aspetto quantitativo, è quello che rivela più criticità e sul quale invito tutti a riflettere. Come possiamo attribuire alcuni miglioramenti oggettivi all’esclusivo uso del computer nello zainetto? Quali voci ha senso inserire e quali no? Personalmente, anche alla luce di quest’anno di lavoro, ritengo valida l’affermazione:

“Il digitale da solo non è una garanzia di rafforzamento della lettura, della scrittura e del pensiero creativo e critico del bambino. Può solo fornire nuove occasioni per esplorare la strada accidentata che porta dalla lingua parlata a quella scritta e colmare, con strumenti innovativi, il divario fra testo e contesto, autore e pubblico, parole, immagini e suoni.”Edith Ackermann, MIT School of Architecture, Cambridge –USA

L’uso delle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione così integrate nella didattica hanno portato effettivamente a miglioramenti diversi per ogni bambino e per ogni campo di conoscenza, ed hanno avuto ripercussioni sull’apprendimento nelle diverse aree d’interesse. Pertanto la quantificazione dei miglioramenti trova la sua naturale collocazione nelle schede di valutazione.

Una scheda a parte sarà però dedicata alla certificazione del raggiungimento di skills e competenze relative alle tic nella didattica, come peraltro viene fatto anche per lo studio di un strumento musicale in orario scolastico.

Modello di scheda per la certificazione delle competenze relative a tic e didattica VALUTAZIONE DEL PROGETTO PER LA CLASSE QUINTA A SCUOLA DON MILANI

Purtroppo è venuta a mancare la possibilità di avere un gruppo che lavorasse su un protocollo iniziale sul quale poi ragionare per valutazioni scientifiche, e gli insegnanti di classe hanno utilizzato i mezzi e le competenze a loro disposizione. Il nostro interesse comunque, in quanto docenti, è soprattutto quello di vedere i nostri studenti pieni di curiosità e di voglia di imparare, impegnati e cooperativi, pronti ad affrontarenuove difficoltà nel passaggio ad una classe o ad un livello di scuola successivo. Il computer e la rete in classe ci hanno aiutato molto, molto abbiamo dovuto fare con le nostre programmazioni e la nostra esperienza. E’ sempre e comunque l’insegnante a dover progettare percorsi significativi, e a dover cercare le migliori strategie per raggiungere gli obiettivi previsti. Il computer è uno dei tanti strumenti a sua disposizione. Sono peraltro convinta che se il modello di lezione resta di tipo frontale difficilmente l’utilizzo di tecnologie potrà incidere in modo significativo sull’apprendimento. Le strategie per prova e verifica in un’ottica costruzionista, la valutazione/autovalutazione in progress e collaborativa, la consapevolezza della perfezionabilità, possono invece rendere docenti e allievi protagonisti nel percorso di apprendimento e autoapprendimento.

Per il futuro

Spero vivamente, nel mio innato (e a volte insensato) ottimismo, che chi si occupa ad alti livelli di istruzione si renda conto di quanto di buono, nascendo dalla scuola per le scuole, possa essere valorizzato e replicato in altre realtà. La collaborazione tra scuola primaria e scuola secondaria si è rivelata vincente, un valore aggiunto senza il quale nulla avrebbe funzionato così bene.

Non ci interessano i proclami nè le grandi promesse, non vogliamo sprechi e investimenti a pioggia che tanto colpiscono la pubblica opinione ma che poco incidono realmente sulla scuola. Sulla pelle dei nostri studenti non si deve improvvisare: “eccovi i computer, vediamo cosa succede…” Non succederà nulla se non si è lavorato seriamente con i docenti e non si è progettato tutto fin nei minimi particolari (assistenza, configurazione, software…). O meglio, qualcosa succederà: uno dei soliti sprechi all’italiana…Che non vorremmo davvero più vedere.

Nel corso del precedente anno scolastico le scuole piemontesi sono state invitate a registrare la propria candidatura in caso di un’estensione dell’esperienza “Un computer per ogni studente”.

I dati che sono stati raccolti sono ora rappresentati in questi schemi.

Ordine e Grado Numero Scuole Classi disponibili
infanzia 1 2
Media inferiore 10 25
Primaria 75 249
86 276
Scuole per provincia
Provincia Numero Scuole Classi disponibili
AL 10 36
BI 1 4
CN 11 25
NO 8 23
TO 50 173
VB 2 3
VC 4 12
Scuole per località
Provincia Località Scuole Classi disponibili
AL Arquata scrivia 1 2
AL Casale Monferrato 2 6
AL Molare 1 2
AL NOVI LIGURE 2 3
AL Pasturana 1 2
AL SPIGNO MONFERRATO 1 4
Al Ticineto 1 10
AL VALENZA 1 7
BI LESSONA 1 4
CN Bagnolo P.te 1 2
CN BORGO SAN DALMAZZO 1 8
CN Bra 1 2
CN Ceva 2 2
CN Cherasco 1 4
CN PAESANA 1 2
CN Roreto-Cherasco 2 3
CN Valdieri 1 1
CN Venasca 1 1
NO Cerano 1 1
NO Galliate 1 2
NO NOVARA 2 5
NO Oleggio 2 3
NO Romagnano Sesia 2 12
TO ALPIGNANO 1 4
TO BORGARO TORINESE 1 5
TO Bruino 1 5
TO Caluso 1 6
TO Candiolo 1 4
TO CARMAGNOLA 1 2
TO Castiglione Torinese 1 1
TO Coazze 1 1
TO Collegno 2 4
TO FIANO 2 12
TO Giaveno (Torino) 1 4
TO Grugliasco (TO) 10095 1 2
TO IVREA 1 1
TO Moncalieri 1 1
TO NICHELINO 3 4
TO Nichelino (TO) 1 9
TO Pianezza 1 2
TO Pinerolo 1 2
TO Rivalta di Torino 1 1
TO RIVALTA-TETTI FRANCESI 1 2
TO rivoli 4 11
TO RIVOLI (TO) 1 4
TO San Giorgio Canavese 1 1
TO Sant’Antonino di Susa 1 3
TO TORINO 15 70
TO TROFARELLO 1 8
TO Venaria Reale 2 2
TO Vico Canavese 1 2
VB Premeno 1 2
VB Torchiedo – Verbania 1 1
VB Crescentino 1 1
VC GATTINARA 1 3
VC TRONZANO VERCELLESE 1 6
VB VERCELLI 1 2

Progetto “Posso comunicare”

 

Un’appendice a cui tengo molto

Nel mese di maggio 2009 la mamma di un mio allievo mi ha raccontato di Luca, inserito in una classe seconda di scuola primaria in cui insegna sua sorella. Il primo anno di scuola Luca sembrava vivere in un mondo tutto suo: non accettava il contatto oculare, non parlava né comunicava in alcun modo, non aveva il controllo oculo-motorio nella motricità fine,apparentemente si estraniava da tutto ciò che succedeva in classe e si soffermava su un’attività solo per pochi minuti.

Le insegnanti tuttavia sono sempre state concordi nel non portare fuori dall’aula il bambino e lavorare sempre cercando collegamenti con ciò che veniva proposto alla classe e di renderlo partecipe alla vita scolastica. I compagni sono stati educati all’accoglienza e all’attenzione dei bisogni di Luca e condividono con le insegnanti la soddisfazione per ogni suo progresso. Dopo qualche mese, si è verificata un’apertura significativa nella relazione e un miglioramento nell’attenzione e concentrazione. Le insegnanti con la logopedista e gli specialisti referenti del caso hanno pensato di usare il computer in classe utilizzando una tastiera facilitata molto colorata con caratteri grandi e chiari. Sono state programmate attività linguistiche ed è stato predisposto materiale mirato al superamento delle sue difficoltà. Le insegnanti di sostegno e di lingua hanno appreso dalla logopedista la tecnica della comunicazione facilitata utilizzando il supporto fisico mano su mano per stabilizzare il movimento.

Dopo tanto lavoro e tanta pazienza… Luca ha iniziato a scrivere semplici parole, poi frasi fino ad arrivare alla fine della classe seconda ad esprimere i suoi bisogni, i suoi desideri e il suo pensiero! Il computer è diventato importantissimo per lui e da qui è nata nelle insegnanti l’idea di offrire a Luca la possibilità di comunicare anche a casa con i genitori e di svolgere i compiti come i suoi compagni attraverso un computer.

L’idea mi è piaciuta così tanto che ho subito proposto a Dario Zucchini , a Mariano Turigliatto e a Mauro Gennaccari di Olidata, di dare a Luca un JumPC, il “computer nello zainetto”. Il gruppo ha accettato subito con entusiasmo e nel mese di giugno sono andata nella scuola di Luca per consegnargli il jumpc, per conoscere la sua famiglia e le insegnanti con cui desidero instaurare un rapporto di collaborazione e che già hanno predisposto un progetto di minima dal titolo molto significativo: “Posso comunicare” .

Mi sono così ritrovata con un gruppo di colleghe molto attive e simpatiche, con i genitori di Luca che hanno dimostrato il loro grande interesse e disponibilità per questa nuova esperienza, che sperano porterà il figlio a comunicare con loro.

E’ stato davvero un bellissimo modo per gettare un primo seme nel futuro del nostro progetto.

Un PC per ogni studente per l’Abruzzo

settembre 2009

In Abruzzo le scuole primarie saranno dotate di tecnoclassi e di pc portatili per ogni studente con la nostra collaudata configurazione software.
Mentre il progetto piemontese “Un PC per ogni studente” è in finale al Global Junior Challenge ed è in attesa di avviare il secondo anno di sperimentazione, dal MIUR è arrivato un importante riconoscimento: la dotazione software per i computer dell’Abruzzosarà la stessa che abbiamo progettato e sperimentato lo scorso anno con i JumPC.
In 10 scuole primarie dell’Abruzzo HP, EDS ed il MIUR stanno allestendo una classe tecnologica dotata di una LIM (Lavagna Interattiva Multimediale),un notebook per il docente e 25 netbook per gli studenti.
Per non dare ai docenti l’onere di improvvisarsi sistemisti e installatori di software i computer verranno consegnati con una dotazione software stabile, completa e affidabile. La scelta della “pila software” ha fatto tesoro della esperienza del nostro progetto adottando i software scelti da noi per un pronto utilizzo del computer in classe.
La configuazione sarà completata con la distribuzione So.Di.Linux.
I computer saranno protetti da un sistema di ripristino automatico della configurazione ad ogni riavvio e, quindi, sempre pronti per l’utilizzo in classe (basta accendere ed usare).
Per il progetto piemontese i computer JumPC sono stati preparati dagli studenti dell’ITI Majorana di Grugliasco; mentre per le scuole degli Abruzzi i computer verranno consegnati già configurati all’origine.
I docenti coinvolti potranno, così, utilizzare anche le schede presenti sulla nostra area di lavoro http://share.dschola.it/olpc/jumpc.aspx , e saranno aiutati e guidati a progettare percorsi didattici che integrino l’utilizzo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione nelle singole discipline, in relazione agli obiettivi previsti.
Presentazione di HP ed EDS Italia e MIUR con i ringraziamenti a Dario Zucchini e Paola Limone per la consulenza data

Anno scolastico 2009-2010

Prosegue l’avventura della classe di Novi Ligure. Troverete traccia delle attività svolte sul blog de La Stampa .

Il progetto regionale “Un pc per ogni studente” approda da gennaio 2010 a Villarbasse (TO) presso la Classe 3° A della Scuola primaria Principi di Piemonte, dipendente dal 1°Circolo didattico di Rivoli, con le docenti Stella Carlino, Rosa Marchetto, Elena Rossino, Iola Albanese e la supervisione degli insegnanti Mariano Turigliatto, Paola Limone e Dario Zucchini. Sui positivi risultati della sperimentazione, che è partita lo scorso anno e che ha interessato la Classe 5° elementare della Don Milani del 1° Circolo di Rivoli e due classi delle Direzioni Didattiche di Pavone Canavese (TO) e Novi Ligure (AL), prende dunque spunto la volontà di portare tale esperienza anche in altre realtà scolastiche regionali come la Scuola Principi di Piemonte di Villarbasse, dove gli studenti della Classe 3° potranno, dall’anno scolastico 2009-2010, mettere nei loro zainetti un computer ultraportatile con cui svolgere le attività didattiche a scuola, fare i compiti a casa, navigare in rete in modo assolutamente protetto, e per di più divertendosi. I computer che useranno i bambini sono quelli già usati dai bambini della quinta A della scuola Don Milani nello scorso anno scolastico. Al momento nessuno ha finanziato la nuova fase del progetto, che dovrebbe interessare decine di scuole della regione Piemonte.

Gli imperdibili suggerimenti di Dario Zucchini

Lo scopo dell’Associazione Dschola è quello di promuovere nelle scuole la valorizzazione della dimensione informatica della cultura, l’innovazione didattica, e la condivisione della conoscenza attraverso le ICT. Gli Istituti fondatori hanno i requisiti tecnici e organizzativi tali da poter svolgere una funzione di riferimento sul territorio e contribuire allo sviluppo di metodi, sistemi e contributi innovativi.

Lo sportello dei servizi per le scuole è suddiviso in quattro aree di intervento (centro est/ovest, piemonte nord/sud) e si rivolge con i suoi servizi a tutte le Istituzioni scolastiche del territorio di competenza. Rappresenta una risorsa per i Dirigenti Scolastici e per tutti i docenti ed è un riferimento di innovazione tecnologica, di scambio idee e di condivisione di soluzioni per i docenti figure strumentali in ambito ICT, per i responsabili di laboratorio e delle reti di istituto e per il personale formato con ForTic B e C.

Non perdetevi le soluzioni del professor Dario Zucchini (in arte Superzuc) http://www.associazionedschola.it/majorana/Presentazioni/Forms/AllItems.aspx

http://www.associazionedschola.it/majorana/Soluzioni/Forms/AllItems.aspx

In particolare, se avete a che fare con progetti classi 2.0, LIM e netbook per studenti , non potete perdervi il CORSO DI SOPRAVVIVENZA!

Convegni e seminari

13 novembre alle ore 11, presso lo stand del MIUR all’ABCD di Genova

Istituzioni scolastiche coinvolte:

PIEMONTE

:ITIS “Majorana” di Grugliasco (scuola ENIS)

Dirigente Scolastico: Ing. Francesco La Rosa
Referenti progetto: Prof. Dario Zucchini e Mariano Turigliatto Primo Circolo di Rivoli (Torino) – Istituto “Don Milani”
Dirigente Scolastico: Dott.ssa Antonietta Di Martino
Referente progetto: Prof.ssa Paola Limone
Direzione Didattica “Alfredo D’Andrade” di Pavone Canavese – Istituto di Borgofranco
Dirigente Scolastico: Dott. Reginaldo Palermo
Referente progetto: Prof. Mirko Pellerei

EMILIA-ROMAGNA: IC “Bassi” di Castel Bolognese (RA)

Dirigente Scolastico: Dott.ssa Vanna Monducci

Moderatore: Eleonora Pantò – Dschola

Ente promotore: MIUR – Direzione Generale per gli Studi, la Programmazione e per i Sistemi Informativi – Ufficio V

27 febbraio alle ore 14,45 Convegno ADI“Da Socrate a Google” , sala della biblioteca di San Domenico, Pza san Domenico 13 – Bologna –

relatrice: Paola Limone relazione

Jumpc e Xoal convegno dell’ADI

5 marzo al Sermig– Arsenale della Pace, Piazza Borgo Dora 61 – Torino. Il primo Forum del Libro Scolastico , organizzato dall’Ufficio Scolastico Regionale in collaborazione con gli editori, la Regione Piemonte,la Provincia di Torino, la Fondazione per la scuola della Compagnia di San Paolo, La Fabbrica di Milano.

Mariano Turigliatto, Consigliere Regionale
Antonietta Di Martino, dirigente scolastico I Circolo Rivoli
Francesco La Rosa, dirigente scolastico ITIS Majorana di Grugliasco
Paola Limone, docente referente progetto – I Circolo di Rivoli
Dario Zucchini, docente ITIS Majorana, ideatore/referente progetto
Dario Corradino, giornalista La Stampa
Marco Griffa,direttore amministrativo Loescher Editore

modera Maria Paola Minetti, docente – USR Piemonte

 

6 aprile 2009sede dell’AID(associazione italina dislessia) di Torino Corso Bramante 57 – incontro con le famiglie dei bambini dislessici.

relatrice: Paola Limone

15 aprile –sede dell’Istituto ALDINI VALERIANI e della FONDAZIONE ALDINI VALERIANI – Via Bassanelli 9/11 – Bologna:convegno DOCEBO_TECH – Nuove tecnologie a scuola, organizzato dall’Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia-Romagna e realizzato nell’ambito del progetto Scuola Regionale per la formazione permanente dei Dirigenti Scolastici. Programma

relatrice workshop: Antonietta Lombardi

20 aprileConferenza stampa e collegamento via satellite con le scuole di Roma e di Palermoche hanno avuto sperimentazioni simili con i jumpc.

Intervengono il presidente della Fondazione Mondo Digitale, Tullio De Mauro , l’amministratore delegato di Intel Italia & Svizzera, Dario Bucci, e il presidente di Olidata , Antonio Masenza, oltre a docenti, dirigenti e autorità presenti nelle sedi delle scuole primarie di Roma, Rivoli e Palermo.

A Rivoli, presso la Don Milani, si sono ritrivati nella classe 5a A, insieme ai bambini e alle insegnanti Paola Limone e Marina Sardone, il prof Dario Zucchini, Mariano Turigliatto, ll sindaco di Rivoli Guido Tallone, il Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale dott. De Sanctis, la collega e partner del progetto Antonietta Lombardi di Novi Ligure.

23 aprile 2009 –Pontificia Università Lateranense di Città del Vaticano– Simposio
Nuove tecnologie, nuove relazioni. Promuovere una cultura di rispetto, di dialogo, di amicizia.”
organizzato insieme all’Ufficio Comunicazioni sociali della Conferenza Episcopale Italiana ed a al Centro Comunicazione e Cultura Paoline in occasione della XLIII Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali.

relatrice: Paola Limone

Un momento della relazione

Il prof Derrick de Kerckhove e Paola Limone

11 maggio 2009 IT Gentileschi, via Natta, 11 – Milano (MM1 Lampugnano) – Giornata aperta sul web 2009 relatrice: Antonietta Lombardiprogramma della giornataprogramma del workshopIl 25 giugno 2009 dalle ore 10 alle 13, presso il Dipartimento Informatica, Università di Torino Sala Seminari, Via Pessinetto 12, Torinoverrà presentato lo stato dell’arte con un confronto tra insegnanti coinvolti in attività di uso della tecnologia in classi di scuole elementari e secondarie inferiori, con spirito di verifica degli obiettivi delle attività condotte, di condivisione delle difficoltà nella realizzazione delle medesime, di discussione degli aspetti positivi e problemi rilevati sul campo. Obiettivo è organizzare una iniziativa aperta a tutte le scuole dove vengano presentati vari tipi di progetti attraverso cui segnalare possibili metodi di lavoro nell’uso scolastico della tecnologia. Per il primo anno sono stati attuati alcuni progetti nazionali che hanno coinvolto molti insegnanti e allievi. Pensiamo alle Olimpiadi del Problem Solving per le quinte elementari e le terze medie cui ha dato vita il prof. Casadei, al Kangarou Informatica, che ha per la prima edizione coinvolto le scuole medie ma verrà esteso alle elementari, animato dal prof. A. Lissoni, alla manifestazione RobocupJunior organizzata per la prima volta in Italia con la presenza di due classi terze della scuola elementare del 1° Circolo Didattico di Domodossola (VB) con S. Siega. In questa ultima esperienza sono stati utilizzati gli strumenti software realizzati presso il Dipartimento Informatica dell’Università di Torino. E’ altresì pronto per l’uso nelle scuole il manuale di Python per bambini cui hanno lavorato A.R Meo e, tra gli altri, Mario Scovazzi del CSP, Sophia Danesino docente del Peano e Clotilde Moro docente della Scuola Media Peyron di Torino. Altri progetti hanno avuto estensione locale ma hanno suscitato l’interesse di un gran numero di insegnanti con interventi in vari convegni e manifestazioni: pensiamo per esempio all’iniziativa JumPC progettata e realizzata da D. Zucchini e Paola Limone nell’area Grugliasco- Rivoli (TO). Ci sono poi progetti iniziati intorno agli anni 2001/2002, che continuano in forme diverse ancora oggi: ricordiamo le attività di Mirolo in Friuli, il festival della Robotica Educativa promosso dalla rete di scuole Amico Robot (http://www.amicorobot.net/) nell’area lombarda, le esperienze di robotica avviate da G. Marcianó e diffuse piú recentemente attraverso la “Rete piemontese di uso didattico della robotica” di cui V. Termini, dirigente del 1° Circolo di Beinasco (TO), è responsabile e S. Siega è coordinatrice didattica. Intervengono:
Paola Limone, Antonietta Lombardi, Progetto JumPC
Clotilde Moro, Progetto Python
Lucia Papalia e Luisa Pezzato, Robotica Educativa al Circolo Didattico Gramsci di Beinasco
Barbara Demo, Attività coi robot integrate nei curricula scolastici tradizionali
La discussione verrà moderata da: Eleonora Pantò (CSP).

La tecnoclasse

14 e il 18 maggio 2009- Fiera Internazionale del Libro di Torino.

Stand del Ministero della Pubbica Istruzione

Il programmaFotografie Articoli su blog de La Stampa 123

progetto della tecnoclasse nello stand del salone del libro di Torino

Dal comunicato stampa: “ In questi anni le idee e gli esperimenti non sono mancati: laboratori multimediali, ipertesti, server di rete, reti didattiche, internet, eLearning, community, lavagne interattive ed eBook. Si potrebbe dire che non ci siamo fatti mancare nulla anche se qualcosa è sempre mancato: le TIC sono rimaste confinate nell’ora di informatica che i ragazzi hanno fatto solo quando i laboratori erano disponibili, quando il docente era appassionato e quando fuori pioveva e, quindi, non si poteva andare in giardino a giocare. Ma oggi i computer da zainetto sono una realtà e, in un futuro non lontano, ogni fanciullo potrebbe averne uno e utilizzarlo tutti i giorni al pari di quaderno e libri. E allora come sarà la classe del futuro? Come si farà lezione? Ci saranno ancora le scuole ed i libri o si farà tutto on-line? I banchi saranno ancora quelli con lo spazio per penna e calamaio? Nello stand del MIUR della prossima Fiera del libro di Torino (dal 14 al 18 maggio) potrete vedere e partecipare ad una lezione nella classe di domani: un luogo accogliente dove i computer da zainetto consentono finalmente di ridisegnare spazi e relazioni, di eliminare le file di banchi, e di semplificare le dotazioni tecnologiche delle scuole e di consegnare al passato l’ora di informatica intesa come materia isolata. Il gruppo di lavoro per il progetto “un computer per ogni studente”, che ha sperimentato l’introduzione e l’utilizzo quotidiano dei computer JumPC in 3 scuole primarie del Piemonte, coinvolgerà studenti e docenti in “normali” giornate di studio nella tecnoclasse (di oggi).”

Dal progetto alla realtà!

 

Global Junior Challenge

In finale 109 progetti

Su 456 progetti iscritti la giuria internazionale ha selezionato i finalisti per ogni categoria. Sono rappresentati 30 Paesi diversi. Tra poco più di un mese si conosceranno i nomi dei vincitori della 5ª edizione del concorso Global Junior Challenge, ma tutti i finalisti potranno esporre il loro lavoro nel corso dell’evento finale, il prossimo 7 e 8 ottobre (Roma, Itis Galilei). Una preziosa occasione di dialogo tra organizzazioni, scuole, enti, associazioni, per allargare le partnership di lavoro o per confrontarsi con i massimi esperti internazionali sul tema del digital divide e dell’inclusione sociale.

Tra i progetti finalisti selezionati dalla Giuria internazionale spicca il lavoro delle scuole italiane, che hanno presentato oltre 50 progetti realizzati in autonomia o in partenariato, in rete sul territorio o su piattaforme di lavoro condiviso on line.

I finalisti provengono da oltre 30 Paesi diversi. Da segnalare anche la presenza di tre progetti realizzati in quei territori che più di tutti hanno bisogno di una forte accelerazione per abbreviare la distanza dagli Obiettivi del Millennio. In Burkina Faso, Uganda e Zambia – che gli indicatori dello sviluppo umano pongono in fondo alla classifica – i giovani hanno preso in mano il destino del Paese, sfruttando la risorsa strategica della tecnologia per combattere povertà e disuguaglianza.

Con l’edizione in corso, gli esperti delle giurie sono arrivati ad esaminare ben 2.500 progetti realizzati in ogni parte del mondo. Hanno partecipato all’evento finale, spazio espositivo, convegni e premiazione, oltre 24mila persone, provenienti da oltre 70 Paesi. Circa due milioni e mezzo i click sul sito http://www.e-inclusionsite.org per finanziare i progetti nei Paesi più poveri. Il nostro progetto è stato selezionato tra i finalisti (

progetto numero 480) Rappresentanti del nostro gruppo si sono recati a Roma l’8 e il 9 ottobre, per lo stand espositivo e per la giornata di premiazione in Campidiglio.

Martedì – 3 novembre – ore 16:00-18:00

SPAZIO MEETING – sala A

Scuola e innovazione

a cura di

Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte

Le lavagne interattive multimediali nella didattica quotidiana
La web tv dell’USR Piemonte
L’anagrafe delle scuole
JUMPC – un computer per ogni studente
Robotica didattica

Introduce FRANCESCO DE SANCTIS, Direttore Generale Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte

Intervengono:

MAURIZIO CARANDINI, Dirigente Scolastico S.M. Pascoli di Valenza
TECLA RIVERSO, Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte
GIUSEPPE BIANCHI, Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte
GIUSEPPE DI DOMENICO, Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte
ANTONIETTA DI MARTINO, D.D. I Circolo di Rivoli
PAOLA LIMONE, D.D. I Circolo di Rivoli
DARIO ZUCCHINI, ITIS Majorana di Grugliasco
SIMONETTA SIEGA, I.C. di Baveno – Rete Regionale per la Robotica educativa per il Piemonte
PATRIZIA BATTEGAZZORE, D.D. I Circolo di Tortona – Rete Regionale per la Robotica educativa per il Piemonte

MICHELE MAFFUCCI, IPSIA Galilei di TorinoModera: MARIA PAOLA MINETTI, Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte

Il progetto al Convegno OCSE di Vienna

1-to-1 Computing in Education: Current Practices, International Comparative Research Evidence and Policy Implications (22-24 February 2010 – Vienna, Austria)

Insieme alle esperienze di classi 2.0 e con l’XO a Brescia, il professor paolo Ferri dell’Università di Milano Bicocca ha portato il nostro progetto.

Presentazione di Paolo Ferri

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